Cresce l’attenzione delle imprese italiane per una mobilità aziendale sostenibile, digitale e condivisa: il Barometro Arval 2025 evidenzia le nuove priorità tra dati, elettrificazione e car sharing.
Secondo l’ultima edizione del Barometro della Mobilità Aziendale realizzato da Arval Mobility Observatory, la mobilità aziendale rappresenta oggi un elemento chiave per la gestione dei costi e il raggiungimento degli obiettivi ESG. Il contenimento del TCO – il costo totale di possesso – è la priorità per un’azienda su tre, mentre cresce la necessità di adattarsi a normative più severe sui veicoli termici. In questo contesto, la mobilità aziendale diventa sempre più “data-driven”: il 64% delle imprese utilizza o intende utilizzare entro tre anni i dati generati dai veicoli per ottimizzare la gestione delle flotte, con un incremento di 7 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La tecnologia applicata alla mobilità aziendale si conferma quindi un fattore abilitante per affrontare in modo efficiente le sfide legate a costi e sostenibilità.
Transizione energetica e flotta elettrica
Anche la transizione energetica è al centro delle strategie aziendali: il 34% delle imprese inserisce veicoli a basse emissioni per rispettare la propria CSR, mentre sei aziende su dieci stanno investendo in infrastrutture di ricarica presso le sedi aziendali. A questo si aggiunge il supporto per la ricarica domestica (58%) e i rimborsi per i punti pubblici (50%). Secondo le stime, entro tre anni una vettura aziendale su quattro sarà 100% elettrica, mentre per i veicoli commerciali leggeri il rapporto sarà di uno a cinque. Segno che la mobilità aziendale elettrica sta guadagnando spazio anche nei segmenti meno reattivi al cambiamento.
Welfare aziendale e mobilità condivisa
Parallelamente, la mobilità aziendale si consolida come strumento di welfare: l’83% delle aziende ha già introdotto o prevede entro il triennio soluzioni di car sharing, bike sharing, car pooling e strumenti digitali per la gestione della mobilità. Tali scelte non rispondono solo a esigenze ambientali: il 45% le adotta in ottica CSR, il 43% per attrarre e trattenere talenti, il 34% per anticipare normative, il 26% per migliorare l’employer branding e perfino il 9% per aumentare la produttività. Il Barometro 2025 restituisce così una fotografia dinamica, in cui la flessibilità delle soluzioni offerte contribuisce a trasformare la mobilità aziendale in un asset strategico per l’organizzazione del lavoro.