Sono state le eleganti sale dell’Hotel de Russie di Roma a interpretare il ruolo di corretta scenografia per il lancio ufficiale davanti a partner, associazioni di categoria, stampa, istituzioni e aziende del nuovo programma formativo promosso dal vulcanico Gruppo BIG SB, Ecosistema Italia e Mobilità, che del modo di trovare strumenti concreti che possano aiutare il settore del trasporto e della logistica ha fatto da sempre la sua mission principale. Che la mobilità stia vivendo una fase di trasformazione, soprattutto tecnologica, che mette al centro l’esigenza di nuove competenze sia in capo alle figure manageriali che a quelle tecniche è noto. Per questo il Gruppo ha cominciato da tempo a porre le basi per il progetto che ha ufficialmente preso il via in occasione dell’evento: la BIG Academy, un vero e proprio incubatore, tramite la sua divisione formativa FMLA, di professionalità specifiche, verticali ed immediatamente spendibili sul mercato.
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“In particolare a partire dal post Covid – ha dichiarato in apertura di lavori Marco Cicini, Presidente di BIG SB S.p.A. e del Gruppo BIG SB S.p.A., Ecosistema Italia e Mobilità – abbiamo assistito ad un’accelerazione del settore, dovuta alla globalizzazione e alla crescita, grazie alla loro capacità e al loro coraggio, di molti player. Per poter fronteggiare questo sviluppo così repentino in modo efficiente abbiamo intercettato il bisogno di poggiarlo su basi concrete e, esattamente come facciamo noi genitori con i nostri figli, abbiamo voluto dare il nostro contributo nell’educare le persone che verranno dopo di noi. Perché se non ci formiamo ci fermiamo. Oggi la tecnologia la fa da padrone, ma bisogna saperla interpretare con la lente della competenza. Analizzando il settore e interfacciandoci con i suoi protagonisti, ci siamo interrogati su quale potesse essere la risposta a queste esigenze, e l’abbiamo individuata nella creazione di una figura professionale trasversale che abbiamo definito FMLA. FMLA è la metodologia della nostra Academy, e sta per Future Logistics Mobility Advisor. Quello che abbiamo immaginato è un professionista con estrazione consulenziale che sia in grado di unire la logistica alla mobilità guardando verso il futuro. L’Academy, ci fosse bisogno di sottolinearlo, è aperta a tutti, anzi, se noi potessimo scegliere privilegeremmo senza dubbio le quote rosa, e lo dimostriamo ogni giorno, visto che il nostro Gruppo impiega oltre il 65 per cento di donne. La professionalità che intendiamo andare a formare deve essere flessibile, avere la mobilità nella testa, ma di più, una mobilità intellettuale, ed essere in grado di trovare sempre punti di vista nuovi. Oggi siamo qui per costruire, tramite un arricchimento professionale di alto contenuto, risorse da inserire subito nel mercato del lavoro che siano un valido supporto alle imprese nel loro progetto di crescita”.
A condurre la serata Nunzia De Girolamo, che ha subito ripreso le parole di Marco Cicini approvando il riferimento al necessario coinvolgimento della componente femminile. “Questo settore – ha detto la conduttrice – deve diventare, soprattutto per noi donne, ma anche per i giovani, sexy – consentitemi questo termine – perché è l’unico modo per attrarre generazioni che probabilmente non hanno ancora capito la grande opportunità lavorativa che offre”.
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Dario Fidanza, Direttore Generale di BIG SB, è entrato nel dettaglio spiegando le motivazioni alla base del progetto. “Siamo partiti dalla nostra necessità – ha dichiarato il manager – che era quella di disporre con assoluta velocità di persone in grado di sostenerci nel nostro percorso di crescita aziendale. Per capire come fare abbiamo ripercorso tutta la filiera, ci siamo confrontati con case costruttrici, distributori, player di logistica, società di trasporto, università, centri di formazione, associazioni e tutti hanno evidenziato lo stesso problema, che preferiamo definire come un’opportunità di crescita, e cioè la mancanza di figure in grado di fare la differenza in un percorso aziendale. Abbiamo quindi individuato i focus da seguire. Il primo vuole dare una risposta alla carenza di figure tecniche, mantenendo la consapevolezza che esse non devono essere considerate risorse di serie B, bensì attori fondamentali per la crescita di un’impresa. Il secondo punto è l’aggiornamento delle competenze di chi è già nel settore, perché il mondo della logistica è soggetto a profondissime trasformazioni e quindi le conoscenze che una persona ha acquisito dieci anni fa, oggi forse non sono più attuabili, sicuramente tra cinque anni saranno desuete. Terzo punto è formare i manager della mobilità di domani: questo è un settore che amo, lavoro al suo interno da vent’anni e non vorrei fare altro, però quando mi confronto con i giovani vedo una distanza: non c’è altra soluzione, dobbiamo rendere più appealing il comparto, e abbattere drasticamente la distanza che oggi ancora esiste tra mondo accademico e impresa”.
Il Gruppo per centrare questi obiettivi così ambiziosi ha sviluppato il progetto instaurando solide partnership con centri di formazione strategici. Nello specifico, è stato promosso il Master in Logistica e Supply Chain della Fondazione Unicampus San Pellegrino, orientato alla gestione ottimale di tutta la Supply Chain per far sì che la sua efficienza permetta alle aziende di ottenere un significativo vantaggio competitivo e soddisfi sempre meglio le richieste dei clienti. È previsto il lancio anche di un corso di perfezionamento in Mobility Management in collaborazione con l’Università degli Studi Internazionali di Roma finalizzato alla formazione dei futuri manager della mobilità; e la promozione dei corsi dell’ITS Meccatronico del Lazio, come centro di formazione di eccellenza tecnica.
“L’università italiana – ha sottolineato Francesco Tufarelli, direttore generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri durante i saluti istituzionali – per anni non ha parlato con le aziende, per cui venivano formate professionalità perfette per il mondo di vent’anni prima. L’incontro fra accademia e impresa serve proprio a evitare quel gap importante che abbiamo scoperto in questi ultimi anni, soprattutto da quando sono arrivati i contributi da programmazione ordinaria e PNRR, e si è accentuata la visibilità del delta fra preparazione e necessità delle aziende”.
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Sulla stessa linea di pensiero Marcello Di Caterina, direttore generale di ALIS, il quale ha sottolineato come la logistica stia crescendo a ritmi serrati e a mancare sia però la manodopera, nonostante gli stipendi, anche alti, che vengono proposti. Alessandro Peron, Segretario Generale di FIAP, ribadendo la centralità del trasporto e della logistica, ha sottolineando l’importanza di costruircelo in casa. “Il nostro tessuto imprenditoriale – ha dichiarato – è costituito da piccole e medie industrie che fanno del Made in Italy e delle eccellenze agroalimentari la propria forza. Vogliamo che sia una multinazionale a portare in giro il nostro Made in Italy? Vogliamo avere competenze italiane sulla logistica o vogliamo che arrivi qualcun altro a insegnarci come fare? Il nostro settore è suddito della committenza, o del mondo industriale in generale, e invece deve avere la sua indipendenza e la sua dignità, e in questo la formazione è fondamentale, quella tecnica, ma anche quella trasversale, di cui troppo spesso ci dimentichiamo: le competenze trasversali servono a fare squadra, a coordinare gruppi di lavoro, ad affrontare problematiche, ma soprattutto ad essere adattabili alle esigenze, perché l’adattabilità è il primo requisito della logistica“.
Durante il primo panel, dal titolo “L’importanza della formazione tecnica e specializzata”, ha preso la parola Miriam Diurni, presidente dell’ITS Meccatronico del Lazio, centro di formazione di eccellenza il cui obiettivo è quello di formare i tecnici dell’automazione. “Il nostro modello – ha dichiarato – prevede che le aziende partecipino alla formazione prestando i propri manager al corpo docenti e che un ammontare significativo di didattica venga svolto direttamente in azienda. Riteniamo che BIG SB S.p.A. sia un socio strategico del nostro ITS e il progetto BIG Academy rafforza la nostra idea in questo senso”. Il secondo panel, dal titolo “Una logistica efficiente ed innovativa per un sistema in profonda trasformazione”, ha esplorato il ruolo strategico della logistica nell’economia italiana, con un focus su innovazione, inclusione e tecnologia.
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Dario Fidanza ha sottolineato il valore della partnership con Fondazione Unicampus San Pellegrino come esempio di collaborazione orientata al futuro e all’innovazione. A tal proposito, l’amministratore delegato di FUSP Antonio Saccone ha evidenziato l’approccio inclusivo del Master in Logistica e Supply Chain, che integra competenze tecniche e mediazione linguistica per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più multiculturale. Il Direttore del Master, Fabio Borlasca, ha poi rimarcato l’importanza del settore logistico per il PIL di un Paese come il nostro fortemente orientato all’export. “La formazione deve adattarsi ai cambiamenti del mercato – ha dichiarato – includendo tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale per migliorare efficienza e sostenibilità. Nel corso del terzo panel, dal titolo “L’importanza della formazione per i manager della mobilità di domani”, i relatori hanno delineato un quadro chiaro e ambizioso.
Armando Bonanni, direttore amministrativo di UNINT, ha sottolineato l’importanza di una formazione che coniughi solide basi teoriche con competenze pratiche immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Altea Ceccarini, responsabile della Scuola di Alta Formazione UNINT, ha presentato il nuovo Corso di perfezionamento in Mobility Management, cuore pulsante della BIG Academy, focalizzato sulle ultime tendenze del mercato del settore logistico e sulle competenze richieste dalle aziende. Infine, Vincenzo Carbone, docente universitario di UNINT – ha evidenziato l’importanza di un approccio didattico innovativo, basato su case studies e progetti reali, per preparare i futuri professionisti alle sfide della mobilità sostenibile.