Intervista a Claudio Bisi, presidente della sezione merci pericolose di ANITA
Claudio Bisi è il presidente della sezione trasporti merci pericolose di ANITA. È nel settore del trasporto dal 1978. Dal 2005 fa parte della Consar Trasporti di Ravenna, all’interno della quale si è occupato per quasi venti anni della divisione cisterne, che opera varie tipologie di trasporto in ADR per un fatturato complessivo di 130 milioni l’anno. “Sono entrato casualmente – ci racconta Bisi – in questo mondo. Nel 1988 ho risposto a un’inserzione su un giornale locale che cercava un operatore per il settore della logistica che conoscesse il tedesco. E io da giovane avevo avuto la fortuna e la possibilità di lavorare in Germania per un periodo di quattro anni, nella zona di Hannover. Conoscevo la lingua e quello è stato il mio lasciapassare per inserirmi in un settore che mi è piaciuto fin dal primo momento, perché è un mestiere dinamico che cambia spesso”. Principalmente dedicato al trasporto in ADR con le cisterne, Claudio Bisi un paio di anni fa è stato promosso – così ci dice sorridendo – a coordinatore commerciale del gruppo. “Oltre a occuparmi dell’attività delle cisterne, curo anche gli aspetti commerciali in collaborazione con tutti gli altri settori del gruppo”. Insomma, Claudio Bisi ha tutte le carte in regola per raccontarci di un settore fondamentale e particolare del trasporto, quello delle merci pericolose.
Le merci pericolose costituiscono il 6 per cento del totale delle merci trasportate sui camion. Una percentuale che è piccola, ma si tratta di merci necessarie a tante lavorazioni e anche alla marcia dei veicoli stessi, con il trasporto dei carburanti. È soprattutto un trasporto che richiede regole stringenti per garantire la necessaria sicurezza.
Sì, è una fascia ristretta del trasporto ma comunque molto importante ed è vero che per quantità i carburanti sono al primo posto tra i prodotti pericolosi che viaggiano su strada. In Italia è un’attività gestita da circa 10.000 aziende, anche se non tutte si dedicano unicamente al trasporto di merci pericolose.
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Quanti tipi di semirimorchi vengono utilizzati per l’ADR?
In ADR si trasportano soprattutto liquidi. Carburanti, prodotti chimici, solventi, gas, tutti prodotti che viaggiano esclusivamente in cisterna. Poi ci sono le merci confezionate, che hanno una pericolosità inferiore. Ed è per questo che il patentino ADR per gli autisti è diviso in due categorie, il “base” per i prodotti confezionati e il “base più cisterna” che dà la possibilità di trasportare liquidi pericolosi. Un tipo di trasporto, quest’ultimo, che richiede una formazione più approfondita.
Parliamo ancora dei mezzi. Se l’età media dei camion in Italia è alta, quella dei semirimorchi è ancora più alta.
È certo che i semirimorchi in Italia mediamente sono molto anziani e dovrebbero essere sostituiti, soprattutto quelli per l’ADR. Se la sicurezza è indispensabile nel trasporto merci in generale, nei trasporti pericolosi c’è una necessità ancora più stringente che tutto sia il più controllato possibile. Comunque, soprattutto per i trasporti in ADR, le combinazioni devono avere tutti gli strumenti previsti dalla normativa perché possano trasportare questa tipologia di merci: l’ABS e l’EBS nei semirimorchi, così come una serie di elementi per i trattori, tra i quali i cavi elettrici ignifughi, il rompifiamma nella marmitta, componenti senza i quali il mezzo non viene autorizzato a trasportare merci pericolose e viene bloccato dal collaudo fatto dalla Motorizzazione Civile.
Oltre i mezzi, elemento fondamentale per la sicurezza è l’autista. L’alta età media dei camionisti può essere un elemento che aumenta il rischio?
Purtroppo è vero che l’età media dei camionisti è alta, è un mestiere che effettivamente richiede sacrifici e i giovani che decidono di salire sui camion sono sempre meno. C’è da dire però che spesso l’esperienza di un autista bilancia egregiamente gli anni che passano.
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Cosa si può fare per invertire la tendenza e rimettere i giovani sul camion?
Per vent’anni i committenti hanno fatto a gara a chi spendeva meno per il servizio di trasporto, con i risultati che vediamo oggi: si sono ristrette le possibilità di rinnovamento e di crescita di questo settore, compreso il ricambio generazionale degli autisti, che oggi sono praticamente introvabili. Se vogliamo che qualcuno si appassioni di nuovo a questo mestiere dobbiamo cambiare rotta. E questo può avvenire anche e soprattutto attraverso un confronto con la committenza. ANITA e Federchimica hanno creato un gruppo di lavoro che almeno due volte l’anno si incontra per valutare le esigenze di questo settore, per dialogare e costruire insieme. Ci sono stati anni di contrapposizione forte sui rispettivi interessi. Ma da tempo, soprattutto dal 2022, dialoghiamo in modo molto costruttivo. Dobbiamo trovare una strada comune che ci permetta di sostenere il nostro mestiere e di garantire i nostri servizi di trasporto.
Le merci che si trasportano sono pericolose. Gli autisti in ADR sono pagati di più degli altri autisti?
Direi di si, perché al di là di quello che prevede il contratto nazionale lavoro, sono le singole aziende che spesso danno uno stipendio maggiorato in funzione della volontà di entrare in questo settore e della capacità professionale.
Nel trasporto delle merci in generale i camionisti non dovrebbero partecipare alle operazioni di scarico. Al contrario gli autisti ADR sono in prima linea per garantire la sicurezza dell’operazione.
Per una merce pallettizzata, l’autista apre le sponde del mezzo e c’è un muletto che scarica, con poco o nessun rischio. Invece svuotare una cisterna ADR vuol dire avere attenzione altissima nel predisporre le attrezzature sia da parte del caricatore e sia da parte del ricevitore della merce. Ci sono valvole di scarico che vanno attivate quando la pompa del ricevitore non è ancora partita; alcune valvole sono a ciclo chiuso perché la cisterna deve scaricare senza che prenda aria esterna, per evitare che i vapori tossici si disperdano nell’aria. Ci sono tutta una serie di precauzioni che devono essere prese da personale estremamente formato e professionale. L’ADR prevede anche protezioni di sicurezza obbligatorie: occhiali, casco, tuta ignifuga, stivali antinfortunistici. E c’è una normativa dell’INAIL, del 2012, che definisce chiaramente i compiti e le responsabilità degli autisti e del personale degli stabilimenti, spiegando chiaramente quello che deve fare l’autista e quello che deve fare il caricatore o ricevitore della merce.
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Nel caso che il camion ADR sia convolto un incidente su strada gli autisti sono i primi a dover intervenire con procedure diverse a seconda del tipo di materiale trasportato.
L’autista è il primo a gestire la situazione e ha tutta la conoscenza e l’attrezzatura necessaria per limitare i danni. Deve fare in modo che nessuno si possa avvicinare alla zona dell’incidente entrando in contatto con il prodotto nel caso di una fuoriuscita.
Anche nel trasporto ADR si soffre la concorrenza delle aziende straniere, in particolare dei Paesi dell’Est?
No, direi questo tipo di fenomeno nel trasporto di merci pericolose è molto meno frequente rispetto ad altri settori.
E le aziende italiane trasportano in ADR verso l’estero? Il trasporto intermodale viene utilizzato a sufficienza?
Sì, i grossi gruppi – e la Consar è tra questi – sono tutti organizzati anche per fare il trasporto internazionale. Il trasporto intermodale è molto competitivo perché ha la possibilità di portare più peso e più prodotto rispetto al tutto strada. E dovrebbe crescere, perché più camion togliamo dalla strada e più ne guadagna la sicurezza, l’inquinamento e la viabilità.
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È questo un settore che vede operare anche aziende in conto proprio?
Grosso modo il 66 per cento dei trasporti ADR è conto terzi ma un buon 34 è effettuato dal conto proprio. Un produttore di un carburante, di gas, di liquido pericoloso, una volta su tre trasporta direttamente.
Claudio Bisi, lei è il Presidente della sezione dell’Anita specializzata in trasporti merci pericolose. Qual è il vantaggio di avere una sezione specializzata?
Chi ha interessi e problematiche da gestire nell’ambito di questo tipo di trasporto nella sezione specializzata di ANITA ha un riferimento dove può trovare risposte a qualsiasi domanda e pianificare azioni in comune.
Un’ultima domanda. I committenti comprendono e accettano che le aziende di autotrasporto devono essere pagate il giusto per fare bene il proprio lavoro?
Dipende dalle diverse tipologie di trasporto. Ad esempio quella dei trasporti confezionati è molto inflazionata perché ci sono sul mercato tante aziende, mentre in altri settori, dove esiste maggior specializzazione, come quello del cisternato – e non solo in ADR – l’offerta di mezzi sta diminuendo e cominciamo a vedere che i clienti si approcciano in modo diverso, e sono più disponibili a dialogare per ottenere un servizio all’altezza. È importante che si creino le condizioni affinché qualcuno continui a investire e a fare il trasportatore, con guadagni sufficienti che giustifichino la scelta di mantenere l’azienda.
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Sessant’anni di regolamento ADR: una norma fresca fresca di aggiornamento
Nata nel 1965 e aggiornata ogni due anni, la normativa ADR, Accord relatif au transport international des marchandises Dangereuses par Route, disciplina il trasporto delle merci pericolose definendo regole e requisiti da rispettare quando si trasportano merci pericolose su strada. L’ultimo aggiornamento del testo ADR è del 1° gennaio 2025. Durerà sei mesi il periodo transitorio durante il quale l’aggiornamento sarà obbligatorio solo per i trasporti internazionali, per poi entrare a regime anche per i trasporti a livello nazionale a partire dal 1° luglio prossimo. La normativa è in vigore in oltre cinquanta Paesi e fissa parametri precisi relativi non solo al trasporto ma anche al confezionamento, etichettatura, documentazione e formazione del personale e stabilisce le procedure da seguire in caso di incidente o danno durante il trasporto.
A seguire questa normativa sono tutti i soggetti che collaborano al trasporto di merci pericolose: il mittente, il trasportatore e chi riceve la merce pericolosa, ma anche chi riempie le cisterne o imballa le merci. Il conducente invece deve conoscere l’identificazione chimica delle merci trasportate e tutte le misure preventive da adottare in caso di emergenza. Secondo il regolamento comunitario 574/2002 inoltre, le persone giuridiche che effettuano regolarmente spedizioni o trasporti di merci pericolose devono nominare un consulente ADR per prevenire i pericoli legati alla catena logistica.
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LE MERCI PERICOLOSE
- Classe 1: Materie e oggetti esplosivi
- Classe 2: Gas
- Classe 3: Liquidi infiammabili
- Classe 4:
- Solidi infiammabili, autoreattivi, esplosivi desensibilizzati;
- Materie soggette ad accensione spontanea;
- Materie che a contatto con l’acqua creano gas infiammabili;
- Classe 5:
- Materie comburenti
- Perossidi
- Classe 6:
- Materie tossiche
- Materie infettanti
- Classe 7: Materie radioattive
- Classe 8: Materie corrosive
- Classe 9: Materie e oggetti pericolosi diversi