Noce, TIP: sinergie vincenti e lavoro di squadra per continuare a crescere

19 Febbraio 2025
6 mins read

Intervista esclusiva a Giorgio Noce, amministratore delegato TIP Italia

Grande operosità in casa TIP, che conferma per il 2025 quell’approccio attento al mercato che da sempre la contraddistingue e che nell’anno appena chiuso ha portato ad un ottimo risultato di squadra. Squadra sì, perché quando si parla dell’attività in Italia del noleggiatore specializzato in semirimorchi ci si deve riferire non soltanto ai dipendenti dell’azienda che tutto coordina, ma anche alle quattro officine di proprietà e ai 200 punti di assistenza autorizzati pronti a correre in soccorso dei clienti in difficoltà. Senza dimenticare il felice rapporto con le “consorelle”, come le chiama Giorgio Noce, del resto d’Europa. E interpelliamo proprio l’amministratore delegato per farci spiegare nel dettaglio qual è stato per l’azienda il punto di arrivo di fine dicembre e quali i traguardi da tagliare fissati per i prossimi mesi.

Giorgio Noce, come si è chiuso il 2024 per Tip Italia?

TIP Italia ha vissuto un anno straordinario, forse il più importante di sempre, intanto perché il nostro fatturato è cresciuto del 20 per cento, ma soprattutto perché dei 4.400 veicoli che registravamo a parco a gennaio siamo arrivati a 5.000. Ma attenzione, ne sono stati inseriti più di 600, perché la flotta invecchia e quindi il dato è da valutare al netto delle dismissioni. Un’altra considerazione positiva: accogliamo sempre più clienti di medie e grandi dimensioni, che approcciano il mondo del noleggio perché si sono resi conto che esistono vantaggi notevoli a coprire con questa formula una parte, anche consistente, della flotta. Che siano veicoli nuovi o usati, anzi, nel mondo del trainato il ‘second hand’ ha una sua grande rilevanza, soprattutto per chi opera trasporti intermodali. Aziende con le quali lo scorso anno abbiamo stipulato anche contratti significativi in termini dimensionali: 50, 70, 100 unità. Dieci anni fa, era impensabile concludere accordi di questa portata. 

Il mercato è cambiato: quali a suo avviso le cause? 

Stiamo assistendo ad un consolidamento del panorama, con aziende in crescita, talvolta anche fondi o multinazionali estere, che stanno rilevando quote importanti di mercato acquistando competitor in difficoltà. Sono clienti che stanno vivendo una fase dinamica nella quale hanno bisogno di investire e quindi sono molto attenti alla gestione delle risorse. Se hanno la necessità di acquisire un’azienda più piccola, o di aprire un nuovo centro logistico o un nuovo capannone, preferiscono giustamente canalizzare la loro liquidità su queste scelte strategiche piuttosto che acquistare veicoli, esistendo la possibilità di prenderli a noleggio. Questo è un fenomeno che già da anni è la norma in tanti Paesi, soprattutto nel Nord Europa: l’Italia è ancora in una fase di scoperta dei vantaggi del noleggio, e infatti il trend è in costante crescita. Queste sono le ragioni per le quali ogni anno chiudiamo con aumento del numero dei veicoli e del fatturato, e oggi il nome di TIP e la nostra capacità di reagire alle richieste dei clienti in modo veloce ci permette di essere un fornitore che viene sempre considerato quando c’è da richiedere una quotazione. 

Capacità di reagire alle richieste non solo in fase di conclusione di contratto, ma anche quando si tratta di assistere i veicoli nel post noleggio? Come è andato l’anno per le vostre quattro officine di proprietà?

Molto bene. Il settore della vendita dei servizi di manutenzione e assistenza è cresciuto di circa il 15 per cento da 4,7 a 5,2 milioni, grazie soprattutto all’attività svolta, appunto, dalle quattro officine, che nell’anno sono riuscite non solo a consolidare il rapporto con i clienti esistenti, ma anche ad acquisire tanti nuovi contratti. Ricordo che gli avamposti di Fagnano Olona, Castelnuovo Scrivia, Parma e Liscate, di proprietà TIP, sono operativi non solo per i nostri veicoli a noleggio, ma anche per le unità di terzi, come una normale officina. Chiaramente anche loro risentono del problema cronico del settore, e cioè la difficoltà di reperire personale competente, e quindi meccanici, carrozzieri, elettrauti. Devo ammettere però che la serietà con cui ci approcciamo ai nostri dipendenti ci aiuta sempre a trovarne di nuovi e comunque a trattenere quelli esistenti nonostante le frequenti tentazioni che arrivano dai nostri concorrenti.

Quali sono per TIP le prospettive per il 2025?

Nel 2025 da una parte continueremo a consolidare l’attività del noleggio dei semirimorchi per il trasporto generalista, e quindi centinati, furgonati, frigoriferi, porta container, che rappresentano la stragrande maggioranza del parco veicolare italiano e per i quali c’è una continua richiesta sia di noleggio a breve che di noleggio a medio-lungo termine. Insisteremo utilizzando veicoli nuovi, acquistati ad hoc per clienti o per il ringiovanimento della nostra flotta, ma anche con i tanti veicoli usati che abbiamo nel parco o che possiamo trasferire dalle nostre consorelle europee. Dall’altra parte proseguiremo il nostro lavoro sui veicoli di nicchia, per i quali negli ultimi anni abbiamo visto aumentare in modo importante le richieste. Parlo del mondo della gestione dei rifiuti e dei veicoli per lo spurgo, ma abbiamo in mente altre tipologie di prodotto che stiamo attualmente valutando. Continueremo dunque ad investire in piani mobili, vasche ribaltabili e in cisterne alimentari, pulvirulenti, chimiche e per cemento, dando seguito alla collaborazione con gli allestitori partner – prevalentemente italiani – con cui abbiamo scelto di lavorare: Menci, OMEPS per le cisterne dedicate al cemento e i silos, Santi per quelle alimentari, TMT per i piani mobili, Tecnokar per le vasche

State inserendo a parco anche i trattori? 

Oggi ne abbiamo una trentina, ma per noi rimane ancora un prodotto marginale. Siamo e rimaniamo specialisti del trainato, però abbiamo iniziato a sviluppare all’interno del gruppo un’importante specializzazione da quando alcuni anni fa abbiamo acquisito la PEMA, che era un significativo operatore di noleggio, appunto, di trattori stradali. In Italia per scelta stiamo procedendo con lentezza perché il mercato è in evoluzione, ci sono tanti concorrenti, tariffe molto variegate, e dunque utilizzeremo il 2025 ancora a titolo esplorativo. Quando si presenteranno delle opportunità le valuteremo, come sempre facciamo quando i nostri clienti del noleggio dei semirimorchi ci chiedono di estendere l’offerta ai trattori, però, ribadisco, resta per noi ancora un prodotto da studiare.

Ci saranno novità nel corso dell’anno in termini di copertura del territorio?

Sì, intendiamo raggiungere anche quelle regioni d’Italia dove tradizionalmente il noleggio è stato più complicato o perché noi non eravamo particolarmente presenti o perché i clienti non di dimostravano sensibili a questo tipo di soluzione. Ma crediamo che con la giusta attività prospettica e commerciale possiamo crescere ovunque. Naturalmente consolideremo anche la rete di assistenza che ha raggiunto nel 2024 su tutto il territorio nazionale 200 fornitori accreditati tra officine meccaniche, carrozzerie, pneumatici e servizi di assistenza per il gruppo frigo. Sono professionisti qualificati che possiamo contattare in qualsiasi momento per interventi non solo sui mezzi di nostra proprietà ma anche spesso dei clienti. Ovunque insorga un problema noi abbiamo un partner di riferimento da chiamare: sono officine che ci conoscono e che raggiungono in tempi rapidissimi il mezzo del cliente con la certezza che saremo noi garanti del pagamento. Ne attiveremo di nuovi ogniqualvolta lo riterremo necessario: è chiaro che nel momento in cui noleggiamo nuovi prodotti, abbiamo poi bisogno di officine di riferimento che siano specializzate in quel determinato tipo di allestimento.

Per quanto riguarda i punti di assistenza di nostra proprietà, continueremo a lavorare anche attraverso il servizio delle officine mobili, chiamate non solo ad intervenire in caso di urgenza, ma anche ad organizzare sessioni di controlli preventivi sul piazzale dell’azienda nei giorni e negli orari più comodi per il cliente. Questo è un servizio che sta avendo molto successo come conseguenza del fatto che le realtà del trasporto si sono negli ultimi anni sempre più specializzate nel loro core business, eliminando, ad esempio, la famosa officina interna, piuttosto che l’omino tuttofare sul piazzale, e quindi oggi esprimono questa esigenza di avere un servizio da parte dei terzi. Valuteremo anche la possibilità di espandere la rete di proprietà con l’acquisizione di officine terze, soprattutto in zone strategiche dove la concentrazione delle aziende di trasporto è alta. L’acquisizione non è mai un processo semplice, ma se riuscissimo a chiuderne una nel 2025 sarebbe un ottimo risultato.

Qual è il rapporto tra TIP Italia e le altri sedi europee?

Siamo sempre stati abituati a lavorare in sinergia con i nostri colleghi all’estero perché questo determina un continuo nascere di opportunità. Per esempio un anno e mezzo fa TIP ha stipulato un contratto con DSV, cliente direzionale gestito dalla sede centrale in Olanda e dai colleghi danesi, ma i 320 centinati mega sono stati consegnati da TIP Italia. Questo tipo di attività continuerà con tutte le grandi società europee che hanno interesse a crescere nel nostro Paese, pensiamo ad Amazon che ormai è un importante cliente sia per il noleggio che per la parte di officina: è anch’esso appannaggio dell’headquarter, ma la relazione, nata in Inghilterra e in Francia, si è piano piano sviluppata anche in tutti gli altri Paesi. La squadra TIP fa della collaborazione il suo mantra, a più livelli, e questo è ciò che davvero, al di là di tariffe e servizi, sta scrivendo il successo della nostra iniziativa.

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